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12:59, l'ora dell'arrivo ! PDF Stampa E-mail
martedě 01 dicembre 2009
20 Novembre
 
Ciao a tutti, sono felice di essere di nuovo con voi!
Oggi, alle  12:59 ora italiana abbiamo tagliato la linea di arrivo a Puerto Progreso.
E' l'alba a Progreso, sta  facendo  giorno-scenario stupendo, i colori della vita.
Che dire, è stata una esperienza unica,indimenticabile, che sicuramente mi ha insegnato tante cose.
Durante  tutti i 32 giorni di  regata ci sono stati momenti difficili.  La prima settimana, con l'entusiasmo e la determinazione del guerriero, assistere al  graduale ritiro  di  una gran parte della flotta, mi chiedevo "ma mi sto perdendo qualcosa? forse non mi hanno detto che la regata è stata annullata? situazione certamente non incoraggiante , vedere tanti dei noti, grandi navigatori tornarsene a casa! La decisione di andare a sud verso gli alisei, decisione in cui credevo e che ancora oggi ritengo valida.  E la settimana prima di arrivare a Saint Barth dove ci siamo beccati tutto quello che si erano beccati i Class 40 che erano passati a Nord: due onde tropicali che portavano con se un susseguirsi interminabile di temporali con venti contrari che oscillavano tra i 40 e i 60 nodi...
Sempre prima di entrare nel Mar dei Caraibi abbiamo preso qualcosa con il timone di sinistra e questo ci ha reso più cauti durante il bordo mure a dritta. Per finire abbiamo preso la decisione, (che ci sembrò davvero geniale  nel momento in cui la prendemmo!!) di passare a Nord della Giamaica dove abbiamo purtroppo perso quelle 4 posizioni guadagnate con sudore e fatica.
Le difficoltà  gestionali quotidiane conseguenti  alla perdita della strumentazione del vento nei primissimi giorni  di regata , e alla  rottura di due spi ci hanno messo di malumore. Per concludere in bellezza, festeggiamo l'arrivo a St.Barth assistendo alla graduale delaminazione della  randa, nuova di zecca, che ci ha costretti a navigare fino a Progreso  con una mano di terzaroli sempre messa allo scopo di evitare che la randa diventasse totalmente  inutilizzabile.
L’acqua e il gasolio sono bastati al centilitro, per un attimo ho temuto di dovermi fermare a causa di questi problemi ma fortunatamente siamo riusciti a centellinare  i consumi soprattutto dell'acqua, essenziale in quel clima torrido.
Una regata molto tattica, dura sia dal punto di vista fisico che psicologico e piena di imprevisti sin dal primo giorno. Al tempo stesso però,  dopo aver passato St. Barth , riguardando sul cartografico la tua traccia capisci quello che è stato e stai per concludere. Nonostante manchino a quel punto ancora 1600 miglia all’arrivo  senti di avercela fatta ,e pensi a quelle 10 barche che si sono ritirate.
La più grande soddisfazione: aver raggiunto l'obiettivo, non aver mollato, non aver mai pensato di mollare.
L'esperienza è stata edificante, la ripercorrerò nella mia mente per trarne insegnamento per il futuro.
A voi, grazie del sostegno, davvero di grande aiuto.
Alla prossima avventura,
Davide Consorte
 
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